In-Visibles, donne dalla violenza alla libertà

Nel film In-Visibles otto donne africane ripercorrono la violenza subita, l’abbandono, la discriminazione, e il viaggio di riscatto verso una vita libera e autonoma, con l’aiuto di altre donne. La violenza, si sa, può essere fisica, sessuale, economica, psicologica, di emarginazione. Se però si crea una cordata di aiuto, ci si può liberare e iniziare una vita vera, nella maggior parte dei casi.

Per noi, la partenza è il racconto, il portare alla luce le storie delle donne invisibili, perché siano esempio e testimonianza di resilienza. Il film è distribuito da Vatican News in 4 lingue per ora, ed ha già ricevuto 5 premi nei festival internazionali, e la nomination in altri 10.

Come nasce In-Visibles?

Un film documentario, per noi, nasce sempre da un racconto, da uno scambio di narrazioni con amiche, o amici, attive in qualche angolo del mondo per cambiare quanto non funziona nella società o nella vita di una persona. Per In-Visibles è l’incontro con Maria Lia Zervino, al tempo presidente di WUCWO-UMOFC e del World Women Observatory. L’incontro tra due Lie diventa subito un progetto e un programma per costruire una grande campagna di informazione e d’opinione, Invisibles No More. La realizzazione di In-Visibles può avvenire grazie ad un progetto di WUCWO con la Hilton Foundation per dare visibilità alle donne e alle suore trasformatrici dell’Africa.

Scegliamo di raccontare la storia di 8 donne e la liberazione dalle varie forme di violenza, in Togo e Ghana, due paesi africani con la stessa popolazione, e lingue diverse.

Durante le riprese il fotografo Sebastiano Rossitto scatta per la mostra Women’s Cry

Le riprese

L’aiuto regista è del Togo, suor Eleonora Agassa, che studia per diventare produttrice e comunicatrice. La sceneggiatura è di Marianna Beltrami, la fotografia di Sebastiano Rossitto, assistito da Andrea Morghen. Ad aiutare suor Eleonora nella produzione locale c’è Deana Walker. Una troupe internazionale quella di Aurora Vision con molti punti di vista, ma unita dalla stessa passione.

Sr. Eleonora Agassa, aiuto regista

Viaggiamo in uno dei momenti più caldi dell’anno, con l’harmattan che soffia forte e caldo, coprendo tutto di sottile sabbia rossa. Ci accolgono le Suore della Provvidenza, con le Sisters Of Mary Mother Of The Church. Le congregazioni lavorano fianco a fianco con le donne dell’associazione mondiale delle donne cattoliche. Sono al fianco delle più deboli, e insieme percorrono il cammino di liberazione dalla violenza.

Le storie di donne dalla violenza alla libertà

Visitiamo diverse regioni e raccogliamo la testimonianza di Agnes, riflessologa e madre single di una ragazza tetraplegica, Benedicta, che a sua volta sta per conseguire la sua seconda laurea in psicologia. Christine e Rebecca, giovani ragazze madre abbandonate dai mariti, che oggi sono fornaie. Noeline, picchiata dal marito, che si sta formando per garantirsi un’indipendenza economica. Dorcas ha fondato un orfanotrofio per 27 bambini di strada. Mama Sotondji, vedova con sette figli, proprietaria di una piccola bottega. Ed Eya, messa incinta dal suo maestro di scuola, oggi è sarta al servizio di altre donne in difficoltà.

Non è facile stare lì, con la telecamera accesa, di fronte a donne con storie così forti. Dobbiamo creare un clima di fiducia, e dare modo alle protagoniste di raccontarsi, senza giudizio o impedimenti. Per loro è una grande prova di coraggio. I momenti più difficili? Sono i lunghi silenzi avvolti di lacrime.

Sul set con Benedicta

Cosa possiamo fare noi?

Ci si potrebbe sentire impotenti di fronte a tante storie di donne e violenza. Ma ognuna di noi può fare qualcosa di concreto per aiutare le donne verso un cammino di libertà. Per noi significa tornare a casa e passare mesi al montaggio, rivedendo mille volte ogni lacrima. Ci aiuta anche Alberto Beltrami con una toccante colonna sonora. E poi suor Bernadette che lavora alle traduzioni e alla messa in onda.

Già fermarsi mezz’ora e guardare il film è una prima forma di aiuto, informarsi è il primo passo. E poi si può aderire alla campagna Invisibles No More e diventare ambasciatrici. Oppure si può aiutare concretamente come hanno fatto una coppia di amici che dopo aver visto il film, hanno adottato l’intero orfanotrofio. E ancora si possono organizzare incontri con amiche, e presentare il film, iniziare a parlare, suscitare domande. Per chi ha un cammino di fede, la preghiera diventa importante, e il 8 febbraio ci possiamo unire alla Giornata Mondiale di Preghiera Contro la Tratta.

Ogni piccolo gesto conta, fai la tua parte!

La troupe di Aurora Vision e le Suore della Provvidenza

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