Cucina artistica per la pace e la sostenibilità: Push the Button

L’arte tocca le emozioni e apre i sensi all’infinito e al dinamismo del cambiamento: così è per la cucina artistica per la pace e la sostenibilità del percorso sensoriale Push the Button dello Chef Sebastian Sartorelli. Il pasto ha fatto parte della tavola rotonda Care for Our Common Home: Building and Communicating an Economy that Promotes Sustainability and Peace, presentata alla Pontificia Accademia delle Scienze e promossa dal Dicastero per la Comunicazione con la collaborazione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, con Formidable Partners e la Sustainable Markets Initiative.

Push the Button.

Emotions to Generate Change e arte per il cambiamento

L’arte culinaria di Push the Button è parte del progetto Emotions to Generate Change, una piattaforma per la creazione di iniziative e laboratori artistici con una visione chiara: l’arte come motore per il cambiamento personale e sociale a partire dall’emozione. Riuniamo un collettivo eterogeneo di artisti che hanno la passione di interpretare le sfide più urgenti di oggi attraverso la creatività.

La visione di Sebastian Sartorelli, chef all’Hosteria Toblino, è quella di valorizzare la materia prima senza alterare quello che è l’essenza del gusto, con un gioco di colori e design. Giocando con arte, tradizione e innovazione, Sebastian ha interpretato i nostri temi sviluppando un menù artistico che parla di pace, di interconnessione, di ecologia e cura.

Lo Chef Sebastian Sartorelli. Ph: Raffaele Merler

Il menù

Abbiamo iniziato con un gesto tanto semplice quanto antico: la condivisione del pane dal centro della tavola, inzuppandolo nell’olio d’oliva. Iniziare in questo modo ha enfatizzato l’importanza dei gesti collettivi, così come l’importanza di vedere chi ci sta vicino e chi condivide il pasto con noi. Un gesto anche provocatorio, in una stanza di gente del mondo della finanza e della cultura, spingendoli a usare le mani per mangiare, sfidando la formalità e rimandando a gesti profondamente umani.

La condivisione del pane.

Come antipasto, una tartare di carne salada con caprino fresco e un gazpacho di pomodoro e lampone ha preso la forma di un bottone, di un detonatore: non in senso distruttivo, ma come simbolo di reset, della necessità di azioni decise e concrete per cambiare le cose.

L’antipasto in uscita con lo Chef Sebastian Sartorelli, Lia Beltrami e lo Chef Mauro Sestu.

Si prosegue immersi nella cucina artistica

È seguito poi un risotto alle primizie di bosco, dalle molteplici ispirazioni. La raccolta dei funghi, oltre ad essere un gesto che rimanda con tenerezza al nostro Trentino, rappresenta l’importanza della connessione con, e dentro, la terra propria del fungo. Sotto terra c’è un ricchissimo mondo che spesso guardiamo come separato da noi, quasi “sporco”, ma che in realtà è un complesso e delicato equilibrio che permette il nostro stesso respiro e quindi la nostra vita. Nel risotto, un juice di verdure semplici (carote, cipolle, porro) per dare valore a ciò che è stagionale e locale. Una polvere di funghi con shittake alpino, pioppino e porcino spolverata a forma di colomba. E poi l’idea del fungo che nasce dopo la pioggia: la nascita di qualcosa di nuovo e gustoso attraverso il potere generativo della natura, mettendo insieme diversi gusti in un primo piatto di dialogo, stagionalità e interconnessione.

E, per finire, il dessert: una sfera di cioccolato da rompere con il cucchiaino, un invito a rompere le barriere, gli schemi, dentro al quale si trovava un giardino di bacche e nocciole. “Rompere” i modi di fare vecchi può fare paura e sembrare quasi poco utilitario. Ma, una volta fatto, le cose nuove presentano sempre sfide belle e gustose.

Il dessert: un invito a rompere le barriere, gli schemi…

La mostra Changes

Ad accompagnare il simposio e il pasto, nella meravigliosa cornice dell’Accademia, le foto della mostra Changes hanno posto un’ulteriore occasione di riflessione. La nuova mostra di Emotions to Generate Change, realizzata con il Dicastero per la Comunicazione, esprime il significato di “cambiamento” in due direzioni: con i visibili effetti dei cambiamenti climatici, e con il desiderio di cambiamento suscitato dall’emozione generata dalla bellezza del creato. Con scatti provenienti da Bangladesh, Etiopia, Amazzonia, Florida, Grecia, Italia, Islanda, Australia e Turchia, la mostra, presentata in anteprima a Roma durante il Sinodo di ottobre, è in questo momento alla COP28 di Dubai e viaggerà altre importanti sedi nel 2024.

I fotografi di Changes sono Neşe Arı, Raffaele Merler, Giampaolo Calzà, Vassilis Ikoutas, Asaf Ud Daula, Sebastiano Rossitto, Ferran Paredes Rubio e Francesca Larrain.


JR Kerr con Marianna Beltrami e Kathleen Kerr, Formidables Partners. Ph: Raffaele Merler

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