Donne e schiavitù moderne, il cammino di libertà

Donne e schiavitù moderne e antiche, come favorire il cammino di libertà? Iniziamo con riconoscere quali sono le schiavitù di oggi, molto spesso nascoste, invisibili, sottili. E da lì uniamoci per superarle, favorendo il cammino di libertà. Le moderne schiavitù non riguardano solamente le donne, ma in tutte le sue forme, sono comunque la maggioranza.

La schiavitù intesa in senso classico è stata abolita dalla Convenzione di Ginevra nel 1926. Il primo documento a parlare di diritti degli schiavi era stato il Codice di Hammurabi nel !8° secolo a. C.

Secondo l’enciclopedia Treccani,  il termine “schiavo è entrato in uso nel 10° secolo al posto del latino servus, e deriva da slavo: Ottone I deportò in Occidente come schiavi gli Slavi sconfitti nei Balcani…”. Il suo significato preciso è “Individuo di condizione non libera, giuridicamente considerato come proprietà privata e quindi privo di ogni diritto umano e completamente soggetto alla volontà e all’arbitrio del legittimo proprietario”.

Donne vittime di tratta

Le donne sono vitte di tratta per fini sessuali, il traffico legato alla prostituzione, per matrimoni forzati, per traffico di organi e per sfruttamento del lavoro. Purtroppo i numeri di donne coinvolte non tendono a diminuire. È nostro dovere sentirci coinvolte con le donne vittime di tratta, con azioni concrete. La prima è l’informazione, cerchiamo di saperne di più, non restiamo nel silenzio. E poi possiamo sostenere associazioni che sono in prima linea, come quelle che afferiscono alla rete Talitha Kum. Talitha Kum è la rete di suore cattoliche che operano in 90 paesi. Ne abbiamo incontrate alcune durante il World Picnic, nella tappa a Roma, con Talitha Kum International.

Il picnic a Roma con Talitha Kum: Barbara Monte, Claudia Conte, Abby Avelino MM, Mayra Cuellar MdB,
 Joy Ezekiel  Gabriella Bottani smc, Valerio Carboni.  
Ph: Silvia Tenenti

Donne nei campi profughi

La guerra produce solo devastazione e miseria. Tra tutto il male, c’è anche il dramma dei profughi. Sono in maggioranza donne quelle che trovano rifugio, magari con i figli, in qualche campo o ufficiale o spontaneo. Le donne che fuggono non sempre sono protette e spesso finiscono in reti di traffico. Le ragazze nei campi profughi sono anche facilmente vittime dei trafficanti di organi, come abbiamo raccontato nel documentario Wells of Hope.

E ci sono donne che vivono da anni rinchiuse nei campi, senza alcuna via d’uscita, come le donne Kunama, chiuse nei recinti da 19 anni, senza prospettive. In Alganesh, il documentario disponibile su Netflix, si conoscono le loro condizioni e quanto può essere fatto per la loro liberazione.

Donne e ragazze soggiogate

La schiavitù è anche intesa come “soggezione, mancanza di libertà e d’indipendenza” (Treccani) Troppo spesso le donne e in particolare le ragazze finiscono soggiogate da persone che le tengono in condizione di schiavitù psicologica ed economica. In tutte le società si trovano moltissimi casi di donne che non riescono a prendere in mano la loro vita e a sviluppare una realizzazione di sé, perché vengono tenute in stato di plagio e di schiavitù psicologica. A questa si abbina spesso anche la schiavitù economica, la mancanza d’indipendenza, che è uno degli elementi a volte anticipatori della violenza di genere.

E qui il nemico è il silenzio. Bisogna parlarne sempre, con persone di fiducia. Dobbiamo trattare questi temi, e non metterli all’angolo. E le ragazze e donne vittime devono potersi aprire e poi trovare supporto e sostegno, prima di arrivare alla violenza conclamata. La schiavitù psicologica è una gravissima forma di violenza!

Donne schiave del turismo non sostenibile

Nel mondo del turismo non sostenibile incontriamo diverse forme di schiavitù di donne e ragazze. Lo sfruttamento della prostituzione è senz’altro la prima, ma anche sfruttamento del lavoro, a volte in condizione di schiavitù. Ci sono situazioni estreme dove donne e bambine sono tenute in schiavitù per essere esibite ai turisti. Le abbiamo incontrare nel Triangolo d’Oro al confine tra Thailandia, Birmania e Laos, dove “le donne giraffa” vengono presentate al turista con collari di ottone pesantissimi che disarticolano le vertebre. Non sono gioiose donne che vivono la tradizione, ma moderne schiave. Abbiamo dato loro voce e raccontato la liberazione di alcune bambine grazie al lavoro delle suore della Provvidenza, con l’aiuto il un monaco buddista, in Tears&Dreams.

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Donne imbavagliate. Donne e schiavitù moderne, il cammino di libertà

L’elenco è davvero lungo. Vorrei finire con un pensiero per tutte le donne che in diverse parti del mondo non possono parlare, sono imbavagliate. Spesso sono giornaliste, o registe, o scrittrici, che devono stare in silenzio, pena l’arresto o la tortura. La voce delle donne potrebbe dare un’altra prospettiva, far vedere vie d’uscita diverse, ma troppo spesso sono costrette al silenzio. Nel mese dedicato alla donna, pensiamo anche a loro e facciamo qualche piccola azione concreta per aiutarle. E incontriamo le 5 donne che ispirano il mondo.

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