Alganesh su Netflix, un film tra i profughi

GUARDA ALGANESH SU NETFLIX

Non è stato facile girare Alganesh, una presenza scomoda e un film tra i profughi eritrei in Etiopia, lungo un confine motivo di costante conflitto. Ma la sfida è stata importante, perché non si trovava molto sulla narrazione di quanto accade in quei luoghi. Ed è il nostro dovere di documentaristi, raccontare il dramma di un popolo tra intrighi e violenze.

Alganesh, una presenza scomoda

Conoscere la storia di Alganesh Fessah può aiutarci a credere nell’umanità. È una dottoressa eritrea che vive in Italia, e che è impegnata in prima linea sulle rotte dei profughi, per aiutare chi sta da anni nei campi e per ritrovare chi è scomparso. La sua è una presenza scomoda: parla apertamente contro i regimi, mette in luce le guerre nascoste, parte per i luoghi più pericolosi rischiando la sua vita pur di dire al mondo la verità.

Il film Alganesh racconta qualche frammento della sua vita, e ci muove all’azione. Cosa possiamo fare noi in prima persona?

La troupe di Aurora Vision con la dott.ssa Alganesh Fessah

La troupe di Aurora Vision nei campi profughi

Siamo partiti in 4 per girare il film: io e Marianna Beltrami come registe, Ferran Paredes Rubio alla macchina da presa, Andrea Morghen alla produzione. Ad Addis Abeba ci siamo trovati con Alganesh per andare al nord ad Axum. Da Axum siamo andati avanti in jeep fino ai 5 campi profughi al confine con l’Eritrea. Uno di questi campi è dedicato solo ai bambini, che scappano a partire dai 6 anni, soli, senza nessuno.

Al nostro arrivo al campo di prima accoglienza vediamo arrivare un camion, carico di 100 persone, vecchi, donne, bambini assetati e stremati da una fuga nel deserto più caldo del mondo, la Dancalia.

Prepariamo le telecamere. Appena si apre il portellone un giovane salta spinto da dietro e si rompe la caviglia. Tra le grida di richiesta di un goccio d’acqua, spegniamo la macchina da presa e iniziamo a dare una mano.

Vediamo arrivare un camion…

Emotivamente è davvero difficile lavorare in contesti così: non hai il tempo di elaborare, e devi stare concentrato sul tuo lavoro che è quello di raccontare la realtà. Emozioni e sentimenti vanno chiusi in un cassetto.

I Kunama, in un campo profughi da 17 anni

Uno dei 5 campi, in tutti più di 200.000 persone, è dedicato al popolo dei Kunama. Un popolo di origine nilotica, che solo 50 anni fa contava più di mezzo milione di persone, oggi è ridotto forse a 50.000. Sono dovuti fuggire dal conflitto iniziato nel 2001 e da 17 anni sono obbligati a restare chiusi nel campo profughi. Ci dicono che il 70% degli uomini è affetto da patologie psichiatriche.

Un giovane laureato in antropologia, arrivato al campo da due anni, ci dice che siamo la prima troupe ad entrare e che non può garantire le reazioni. Incontro alcuni vecchi che 20 anni fa lavoravano all’azienda agricola dei frati cappuccini, con cui avevo collaborato. L’azienda dava lavoro a 800 famiglie e in 3 giorni è stata tutta bruciata dalla guerra. I loro sguardi persi nel sono più forti di mille parole.

In fuga

La cerimonia del caffè

Il film è accompagnato dall’inizio alla fine dalla cerimonia del caffè, tanto importante per la cultura in Etiopia ed Eritrea: dalla tostatura, alla macina, alla bollitura. Abbiamo scelto il caffè come simbolo di accoglienza, di condivisione, di speranza. Il caffè unisce i popoli in un unico percorso verso la libertà.

La cerimonia del caffé nel Guraghe, Etiopia. Ph: Ferran Paredes Rubio

Alganesh, una presenza scomoda e un film tra i profughi

Guardare Alganesh fa entrare nella vita quotidiana dei campi profughi, laddove arrivano i “passeur” a reclutare le persone per improbabili fughe, dove i bambini cercano di sopravvivere con un pasto, dove i vecchi sperano solo di poter tornare a morire a casa.

E guardare Alganesh fa conoscere la storia di una donna forte e determinata, coraggiosa. Una donna che con la Gandhi Charity onlus riesce a dare una mano a migliaia di persone.

Il film Alganesh è stato accolto in 32 festival internazionali, vincendo ben 14 premi. Tra questi: in Cina Menzione speciale al Silk Road Film festival, a Montecarlo Miglior regia, a Los Angels MasterDoc Miglior documentario, Miglior cinematografia e premio del pubblico in Serbia al Spiritual Film Festival Zajecar, ancora in Cile e in India, e al  Festival del Cinema di Salerno.

E’ possibile guardare Alganesh su Netflix a partire dal 17 settembre, distribuito da TVCO.

All’orizzonte una speranza

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