Dolomiti di Brenta, dal Grosté al Tuckett

Il luogo:  Dolomiti di Brenta, dal Grosté al Tuckett

La bellezza delle Dolomiti di Brenta, dal Grosté al Tuckett, Alpi nel nord Italia, è la varietà: spazi aperti e stretti canyon, punti affollati e zone in totale isolamento, prati idilliaci e rocce di corallo. Ci sono cime accessibili solo ad arrampicatori esperti, e camminate alla portata di tutti.

Oggi ci immergiamo in un percorso davvero carico di emozioni, che possono fare tutti quelli che riescono a salire e scendere sulle scale. Si parte da Madonna di Campiglio, parcheggio del Grosté (si può lasciare la macchina tutto il giorno a 5 euro). Si sale sulla funivia in direzione Grosté, scendendo alla seconda stazione, il rifugio Stoppani a 2.500 mt di altitudine. Il primo rifugio fu costruito nel 1893 dalla SAT (Società Alpinistica Tridentina).

Il nostro sentiero è il n° 316, segnato dai cartelli bianchi e rossi. E il bianco e rosso dipinto sulle pietre sarà il nostro segnale per tutto il percorso. Dopo pochi minuti ci si trova immersi in un paesaggio incredibile: le rocce di dolomia riflettono le sfumature di corallo creando dei colori irripetibili. Ogni tanto qualche cuscino d’erba verdissima e fiorellini viola, gialli e azzurri, fanno credere di essere in una fiaba. L’aria frizzante è inebriante. Compagne di cammino sono le cime più belle del Brenta intorno e in lontananza l’Adamello e la Presanella, dietro il Cevedale e il Gran Zebrù. Il sentiero non presenta ostacoli particolari o precipizi, ma è pieno di gradini di pietra, così va affrontato con scarpe da montagna e mai con la pioggia. Camminando piano, in un’ora e mezzo si arriva al rifugio Tuckett. Per il ritorno, si può ripercorrere lo stesso sentiero, oppure scendere a Vallesinella (poi però bisogna andare fino al parcheggio del Grosté con i mezzi).

Lungo il sentiero 316

La curiosità

Tra i primi alpinisti esploratori di queste zone c’erano gli inglesi. Il vice presidente del Club Alpino britannico, Francis Fox Tuckett, amava particolarmente il Brenta. Fu proprio lui nel 1861 a testare il primo prototipo di saccopelo. E il suo amico, Douglas Freshfield, il primo a salire sulla cima della Presanella nel 1864, scrisse in “Le Alpi italiane”:

“Il turista colpito da quanto si presenta al suo sguardo egli dimentica lo scopo del viaggio; ma tosto, fra le cime degli alberi una incredibile fiamma gialla, immobile per l’eternità tra il verde e l’azzurro, richiama alla sua mente la presenza delle dolomiti e lo sprona a una nuova conquista. Egli sale un ripido pendio e i pinnacoli si allineano e diventano parte di un vasto anfiteatro di roccia; avanza qualche centinaio di iarde sul piano e lo scenario svanisce. Una torre solitaria s’arrampica oltre le nubi e si confonde nel cielo. Un’ ulteriore ascesa fa mutare nuovamente il panorama: rocce grigie, dorate, rosse, brune e nere si aggruppano attorno a lui riempiendolo di meraviglia e si insinua il dubbio se la scena sia solida realtà o qualche “visione di solitudine” ispirata da Alastor…

Il Passo del Grosté è raggiunto qualche volta da visitatori di Campiglio perché è il punto più vicino dal quale sia possibile vedere il Trentino orientale”.

Nel 1871 Tuckett, Freshfield e Devouassou, furono i primi a scalare la Cima Brenta (3.150 mt) dalla Vedretta del Brenta.

La ricetta: “Fasoi en bronzon”

In un percorso di tanta bellezza possiamo facilmente individuare un posto incantevole per un bel picnic. Una pietra di dolomia piatta ci fa da tavolo, l’erbetta da cuscino, le guglie da sfondo. Ci siamo procurati formaggi del territorio a km 0, salumi della valle, pane fatto in casa. Come piatto principale, ci portiamo i “Fasoi en bronzon”. Sono ottimi anche freddi e rallegrano un picnic alpino.

Occorrente x 4 porzioni: 1 cipolla, 500 gr di fagioli borlotti bolliti, 200 ml di brodo, 300 ml di vino rosso possibilmente teroldego, salvia, noce moscata, per i non vegetariani, facoltativa quindi, 300 gr di salsiccia.

Soffriggere la cipolla tagliata a pezzetti piccoli, aggiungere i brodo, il vino, i fagioli, la salvia, la noce moscata. Far cuocere a fiamma alta senza coperchio 15 minuti. Togliere dal fuoco metà del preparato, passarlo nel mixer e rimettere la crema nella padella. Aggiungere la salsiccia e proseguire la cottura per altri 40 minuti a fiamma bassa.

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