Mi chiama la mia amica Lia e mi chiede di scrivere qualcosa per lei, unica condizione: cinquecento parole. Nel mio caso non solo non sono una scrittrice, non scrivo più da tempo immemorabile, domanda: ne sarò capace? Accetto la sfida, voglio mettermi in gioco e comincio a pensare… Cinquecento parole, tante o poche… Dipende! Pensando a dover scrivere cinquecento parole mi sembra di avere davanti un compito davvero impegnativo a qualcuno potrà sembrare quasi impossibile, ad altri una passeggiata.

Cinquecento parole tra lame e carezze

Nella realtà non ci rendiamo mai conto di quante parole utilizziamo e a volte non diamo loro il giuso peso. Le parole che ogni giorno usiamo entrano ed escono da noi come fluidi, a volte come carezze, a volte come lame. Lasciano segni le parole, di quelli da cui a volte si fa fatica a guarire, ma conosco persone che usano le parole per curare quei segni e allora diventano bellissime note di una canzone che ogni giorno ci accompagna nel nostro cammino.

Le parole possono essere meravigliosi strumenti di cura e fari luminosi in una strada che a volte ci sembra buia. Il sussurro di un amico quando siamo in difficoltà, parole di comprensione, d’incoraggiamento dal valore inestimabile.

In salita

Accompagnano i nostri passi quando, con cuore leggero, ci apprestiamo a salire la dura china di una montagna o a seguire il dolce declivio di un prato. Quando in primavera ci incontriamo con madre natura per goderne le meraviglie e per abbandonarci ai profumi della rinascita, le parole ci consentono di raccontarne l’armonia e la gioia che questo ritrovarsi ci provoca!

Le parole di una canzone che ci accompagna nel cammino fanno bene all’anima, ne addolciscono i pensieri e ne leniscono le fatiche!

Cinquecento parole nel silenzio

 Quando arriviamo alla tanto agognata meta le parole a volte restano nel profondo del nostro cuore e lasciano lo spazio al riposo nel silenzio della contemplazione, ma sono dentro di noi, pronte a sgorgare come acqua di fonte e a raccontare la gioia per la meta raggiunta! Allora di nuovo il silenzio si riempie di parole così come il dolce sciabordio della risacca accompagna il movimento del mare. Allora ci lasciamo accompagnare dal loro ritmo e riprendiamo il filo della nostra vita.

Parole di ristoro

Prepariamo un ristoro per il corpo e per la mente. Ed ecco che quelle cime di montagna, quella duna di sabbia, raggiunte faticosamente seguendo il profumo della natura, diventano la nostra tavola, lo spazio ideale per il nostro picnic. Il cibo che ci nutrirà all’aperto al cospetto delle meraviglie della natura sarà allora anch’esso accompagnato da parole, parole di condivisione, amicizia e gioia. Ed ecco che le nostre cinquecento parole saranno davvero poca cosa per raccontare il miracolo di una compagnia che all’aria aperta nutre corpo e spirito non solo di cibo ma di vita!

Parole per preparare il picnic

Allora organizzo spesso dei picnic per nutrire non solo il corpo, ma anche l’anima e gli occhi che si riempiono di bellezza, lasciano libera l’anima di attingere all’immensa risorsa della natura di cui entro a far parte ogni volta!

Arte del Picnic

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