Padre Kino: tra Arizona e Sonora, che sorpresa mi ha riservato durante le riprese del film documentario ¡Viva Kino! Across deserts and borders. Conoscevo la figura di padre Eusebio Kino solo superficialmente, per sentito dire e attraverso libri letti, ma niente mi faceva presagire un tale radicamento.

¡Viva Kino! Official Trailer

Il fondatore dell’Arizona, chi è padre Eusebio Kino?

“Esploratore, storico, ranchero, missionario e Apostolo degli Indiani”. Così riporta la targa della statua di Padre Eusebio Chini nella National Hall of Statuary a Washington, come padre fondatore dello stato dell’Arizona.

“Italiano per nazionalità, Sonorense di adozione, cittadino del mondo per vocazione” è l’iscrizione sulla sua tomba a Magdalena de Kino in Messico. In questo tempo di muri e divisioni, la storia di un ardito gesuita partito dalla val di Non nel XVII secolo può riportare l’attenzione sulla centralità della persona umana, senza limiti e confini e sulla fede ardente e tenace che raggiunge gli angoli più bui. Il museo padre Kino a Segno offre molto materiale di studio.

La statua di padre Kino a Magdalena de Kino, Messico

Padre Kino: tra Arizona e Sonora, che sorpresa! Il mio incontro personale negli Stati Uniti

Leggere le storie di un missionario, scienziato e viaggiatore di più di tre secoli fa è affascinante. Ci si fa un’idea sulla persona, si resta affascinati dai suoi studi geografici e sulla cometa.

Arrivare nei suoi posti, calpestare la terra che ha percorso a cavallo in ogni direzione, fa cambiare la prospettiva. Primo, apre gli orizzonti: i cieli dell’Arizona sono unici al mondo, la vastità e i colori sono un colpo per gli occhi. Secondo, ti connette con la storia dei Pima, i nativi locali: padre Kino li ha sempre difesi, anticipatore dei diritti umani; mettere le mani nella terra rossa, crea un legame insolubile. Terzo, incontrare la sua spiritualità fa capire quanto sia ancora radicata.

A Tucson la giudice di contea Carmen Ruthling Dolny e l’avvocato Mark O’Hare ci hanno aperto le porte di casa in nome di padre Kino. Con la troupe, abbiamo fatto riprese nelle molte chiese da lui fondate, abbiamo attraversato il parco dei saguari, e abbiamo toccato con mano la quantità di piante portate in Arizona da Padre Kino, come il frumento, abbiamo visto l’osservatorio astronomico a lui dedicato e le montagne Santa Catalina, a nome della sorella.

Il luogo che mi ha mosso dentro qualcosa è la casa museo del grande pittore Ettore “Ted” De Grazia (1909-1982). Ha dedicato gran parte della sua produzione proprio a padre Kino, cogliendo gli aspetti più profondi della sua personalità.

Padre Kino attraverso il fiume Colorado in un cesta. Dipinto di Ted De Grazia

Richard Collins e la sua dolce Diane ci hanno accolto come famiglia nel loro ranch vicino a Patagonia. Richard, ranchero e autore, ha scritto un libro con particolare riferimento all’attualità, Sulle orme di padre Kino, con uno sguardo lucido sul narco traffico e i drammi del confine Messico\USA.

¡Viva Kino! e la sua presenza diffusa nel Messico

Stare a guardare il confine, il muro, non è facile: ho visto arrivare un autobus bianco tutto ammaccato, hanno fatto scendere decine di persone, molti anziani, in tuta arancione. Sono entrati in Messico attraverso una gabbia, come tigri nel circo, senza niente, né soldi, né medicine, né un telefono.

La Kino Border Initiative riunisce tanti volontari per la prima assistenza di chi è stato ritenuto con documenti non idonei, magari era negli Stati Uniti da decenni. Forniscono un pasto, dei vestiti, le prime cure mediche, il telefono per parlare con i parenti, un avvocato per capire cosa fare.

“Walls” la Kino Border Initiative

L’arrivo a Magdalena de Kino, nello stato di Sonora, è sempre un’emozione. Tutto parla di padre Kino: ristoranti, negozi, acqua, vino, gommisti… A Magdalena è stato trovato il suo corpo ed ora c’è la sua tomba visitata da un fiume di persone, una diversa dall’altra, tutti attirati dalla spiritualità e dalla protezione di padre Kino, riconosciuto dal Vaticano come “Servo di Dio” e presto “beato”. Ho seguito la cavalcata di 2.000 pellegrini a cavallo, in processione tra le missioni fondate da Kino. Il calore dei pellegrini era unico, come solo il Messico sa esprimere.

La famiglia di Josè Luis Salgado vive a Hermosillo, città modernissima. Il fratello Enrique aveva dato vita alle Cavalcate che ancor oggi vanno avanti: un gruppo di cavalieri ripercorre ogni anno le tratte fatte un tempo da padre Kino, vivendo come lui senza supporti tecnologici, dormendo all’aperto e cucinando sul falò. La figlia Maria, campionessa di rodeo, insegna alle giovani leve il messaggio. Con i Salgado e gli amici padre Kino vive oggi, ben presente.

La famiglia Salgado durante le riprese

La Bahìa Kino divide la terra ferma dalla Bassa California (esplorata proprio da Kino), è un luogo incantevole. In un momento di pausa presso il ristorante “El Pargo Rojo”, il proprietario Octavio si è emozionato vedendo la nostra maglietta di padre Kino, l’ha voluta e ci ha offerto dei Tacos al pesce memorabili. Nel ristorante il “muro dei selfies” ha un grande dipinto per gli “Amici oltre i confini”, uno dei messaggi di Kino

Padre Kino e i nativi, i Tohono O’Odham

La realtà dei nativi d’America è molto complessa, varia e poco conosciuta. Spesso sono storie di emarginazione, ma non solo. Padre Kino aveva ottenuto per i Tohono O’Odham la liberazione dallo stato di schiavitù sotto gli spagnoli, per loro aveva trottato, si era speso e consumato.

Oggi ci sono realtà interessanti che emergono in loro difesa. L’antropologo Alejandro Aguilar Zeleny accompagna i gruppo culturali di danza e musica, cerca di stare loro vicino per ritrovare l’orgoglio e alzare il capo.

Il gruppo di ballo dei Tohono O’Odham

Le difficoltà nelle riprese del documentario. Padre Kino: tra Arizona e Sonora, che sorpresa!

Girare un documentario porta in situazioni a volte non facili, così è stato anche per ¡Viva Kino! Across deserts and borders. Al confine tra Arizona e Messico siamo rimasti ore e ore sotto il sole a picco, bloccati tra i soldati e senza passaporti. Richard Collins con il suo cappello da cowboy e la sua ironia era con noi, con il suo pickup rosso.

Il muro tra Messico e Arizona

Nel nord di Sonora, vicino al confine, corre la Ruta de Las Misiones che tocca le più belle chiese del XVIII secolo. In un paese sperduto  cercavo qualcuno per entrare a fare riprese nella chiesa. Tutto era chiuso, le serrande abbassate, un clima strano. Ho trovato un negozietto semi aperto, mi hanno dato le chiavi, un po’ di pane, scatolette e un caffè. Dopo aver fatto le riprese, ho allestito un picnic nel prato con le mucche. A 50 km di distanza dei militari hanno detto: “Siete matti? Lì è in corso la guerra dei narcos…”

A Magdalena ero alla tomba di Kino cercando di trovare dei volti che esprimessero bene la sua spiritualità. Dopo qualche ora ho sentito il rombo di motori, la gente si è allontanata, sono arrivati tanti motociclisti pieni di borchie e catene. Ho seguito il capo, sono rimasta colpita dall’intensità del suo segno della croce inginocchiato sulla tomba. Il suo nome era Horacio, un vero innamorato del “padre a cavallo”.

In tournée da Hollywood al muro. Padre Kino: tra Arizona e Sonora

Finito di montare il film, siamo andati in tournée per presentarlo, io con Alberto Beltrami compositore delle musiche e Andrea Morghen, produttore. Siamo partiti da Hollywood con il red carpet in un cinema indipendente e i nostri distributori Linda Nelson e Michael Madison della Indie Rights Movies.

Kino Tournée Ep. 1

Da Los Angeles siamo andati in macchina fino a Tucson, dove si è tenuta una bellissima proiezione con sala piena e rinfresco di torte americane. Quindi ci siamo spostati verso il confine e lì è stata dura. Proiettare il film lungo il muro di divisione tra Messico e Stati Uniti, con gli studenti che ogni mattina lo devono attraversare, impiegando anche due ore, mi ha toccato.

Altre proiezioni con “tutto esaurito” a Magdalena e Hermosillo, con il calore del pubblico messicano e il ritrovo con gli amici cari. Ovviamente ogni sera finiva con una bella fiesta con tacos. Da lì siamo tornati in Arizona e a Phoenix Monica Ballesteros ci ha fatto trovare il cinema vintage old stile accogliente e caloroso. Alberto ha fatto un concerto di canzoni folk italiane e poi tutti in pizzeria.

L’incontro con padre Kino mi ha davvero reso più ricca e quel “cittadino del mondo” lo ho sentito parte di me.

Se la lettura vi ha incuriosito, potete vedere il film in Italia in dvd con Multimedia San Paolo, mentre in inglese o spagnolo su Amazon Prime, Tubi, AppleTV, Roku e sulle maggiori piattaforme vod.

Lia

Lia

Regista, manager, scrittrice, speaker. Mi occupo di diritti umani, ben-essere motivazionale, viaggi, cinema e dialogo inter-religioso . Leone d’oro per la pace Venezia 2017.

3 Comments

  • Avatar alby ha detto:

    bel viaggio bello il Messico bella l’ Arizona, TERRIFICANTE il muro

  • Avatar Loly Monreal ha detto:

    Amo la mi terra , Sonora, le mie origini sono nascoste in ogni angolo.
    Questa è per me totalmente una prospettiva diversa per quello che ho vissuto.
    Sempre interessante, esclusiva, unica e magica nella sua straordinaria forma. La terra del deserto di Sonora in Messico!
    Viva Sonora! Viva México! Viva Padre Kino!

    • Lia Lia ha detto:

      Viva Sonora! Viva México! Viva Padre Kino! Davvero. Ricordo un momento magico proprio nel tuo Paese, una colazione con tamale fatto dalle signore della parrocchia della prima chiesa di padre Kino. Che emozione!

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