Partire sulla rotta dei Magi, guidati dalla stella, in questo nuovo anno ha in sé dei significati profondi e misteriosi. Dopo un 2020 molto difficile, doloroso, straniante, il cammino dei Magi può essere un buono stimolo per rimettersi in cammino nella vita, inventando cose nuove e trovando nella contemplazione del mistero un nutrimento vigoroso.

Provo grande attrazione per i Magi e la loro parte nel Vangelo. Sono uomini di azione, viaggiatori intraprendenti, curiosi del mondo, scaltri e saggi. Al tempo stesso sono uomini di pura contemplazione: osservano e penetrano i segreti del cielo, restano incantati dalla cometa, colgono i messaggi “oltre” e la seguono senza sapere la meta. Giungono a contemplare il Bambino portando i doni, oro, incenso, mirra. Azione e contemplazione.

Azione e contemplazione

“A ritroso verso la luce”, il libro

15 anni fa usciva il mio primo libro: “A ritroso verso la luce – Cinema e vita sulla rotta dei Magi”, editrice Àncora. Nelle prime righe scrivevo: “Sabbia sottile come polvere, pietre antiche sparse qua e là segnano la traccia di un sentiero quasi invisibile. Il rumore dei passi vibra e si amplifica nello spazio immenso del deserto…. Puoi partire per questo viaggio in ogni momento, scegliendo tu il modo… Basta scegliere di partire…

Per Proust ‘il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi’. Nel mio viaggio a ritroso verso le sorgenti della luce ho cercato di guardare con nuovi occhi per vedere bagliori di sapienza tra gli uomini d’Oriente e scorgere una road map di pace nell’indicibile groviglio dei cuori”.

Il libro è un “viaggio di ritorno dei Magi” da Betlemme fino all’Iran passando per Gerusalemme. Così in questo viaggio incontro donne e uomini impegnati nel dialogo inter-religioso, artisti che con il cinema rompono i muri del pregiudizio, costruttori di ponti. Ma cosa è accaduto in questi 15 anni?

Going back to the light

I protagonisti del libro, ieri e oggi

A Betlemme racconto della nascita di Religion Today Film Festival, delle motivazioni che lo hanno visto nascere nel 1997, primo festival di dialogo inter-religioso. Oggi è un festival affermato, punto di riferimento mondiale per il cinema spirituale e di dialogo, è portato avanti da un bel gruppo di giovani che si preparano alla 25° edizione nel 2022. Racconto del regista iraniano Reza Mirkarimi, e del suo film “Here a Shining Light”, allora alla sua prima uscita internazionale, oggi uno dei più premiati registi dell’Iran.

A Gerusalemme scrivo dei miei primi viaggi in Israele e Palestina, con mio padre, Sergio, tra il coprifuoco e gli scontri. E parlo della musica di Anthony Mazzella, con i suoi brani profondi e intensi. Percorro le vie della Città Vecchia e incontro Gilli Mendel e Amos, Hedva e il rabbino Vardi.

In Persia immagino che i Magi siano tornati a casa, portandosi dietro il dono della pace. Così racconto dei miei viaggi in Iran, di registi come Dariush Yari, l’incontro con una cultura profondamente spirituale e il primo appuntamento con Rumi.

Chiudo il libro con un estratto del Milione di Messer Marco Polo, che nel 1298 al capitolo 22 scrive  “Della grande provincia di Persia e de’ tre Magi” e del suo incontro con gli zoroastriani e i fuochi sulla montagna.

Isfahan, in Persia

A distanza di 15 anni, ne è valsa la pena di partire sulla rotta dei Magi, guidati dalla stella?

Viaggiare sia fisicamente, che per il viaggio interiore, richiede sempre un grande sforzo. Primo, bisogna prendere la decisione, passare dalle parole ai fatti. Secondo, si esce dalla propria confort zone. Terzo, si affrontano le proprie paure.

Viaggiare per promuovere il dialogo tra le culture e le religioni richiede una fatica in più, quella di cercare di comprendere l’Altro, di ascoltarlo, di camminare insieme per un tratto di strada.

Ne è valsa la pena? Sì, senza alcun dubbio. Fino a ora è stato un cammino stupendo, pieno di difficoltà, di lotte, di scontri, ma infinitamente ricco. La rotta dei Magi riempie il cuore di doni d’Oriente, di poesia della vita, di anelli infrangibili, anche se con il prezzo della sofferenza.

Gerusalemme, una diversa prospettiva
Lia

Lia

Regista, manager, scrittrice, speaker. Mi occupo di diritti umani, ben-essere motivazionale, viaggi, cinema e dialogo inter-religioso . Leone d’oro per la pace Venezia 2017.

2 Comments

  • Avatar Alby ha detto:

    I viaggi sono sempre stati una meta fissa per La Lia, pensare che quando ci siamo conosciuti non ero che andato una volta in Texas e 2 volte i Inghilterra. Negli ultimi 2 anni sono stato 3 volta negli states e 10 in Inghilterra , mentre lei ha fatto tre giri del mondo.E tutte le volte che ci ritroviamo dopo un viaggio ne abbiamo già una decina da compiere. Perchè Lia è una ricercatrice continua di rapporti e di amicizie e nei lavori c è sempre un grande arricchimento culturale e di relazioni. Sei grande Lia, è grande la tua sete del mondo e il tuo esempio sia da spinta verso l altro e il diverso ,dialogando e imparando.

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