Un insolito racconto di “Natale Hanukkah”, che ci porta da Betlemme al Mar Morto. Nel percorso passiamo anche da Gerusalemme, come i Magi. È accaduto qualche anno fa, lo facciamo rivivere in questi giorni particolari.

Betlemme, dove tutto è cominciato

Marianna e io dobbiamo fare un servizio di riprese video a Betlemme, alla celebrazione della Vigilia di Natale. Si prospetta come un’esperienza incredibile, e lo sarà davvero. Partiamo verso Betlemme, con la conferma che gli organizzatori hanno pensato a tutto. Arriviamo in taxi, dalla porta di Jaffa, è la mattina del 24 dicembre. Passiamo il confine. Oltre il muro c’è la confusione totale: capi di Stato, personalità importanti, soldati. Tutti si dirigono allo stesso tempo verso la Basilica della Natività, là dove la storia cristiana è cominciata.

Incontriamo Fausta, nostra compagna di viaggio d’ora in poi, e il nostro cameraman palestinese, Hanna Abu Saada, bravissimo, presentatoci dalla già direttrice degli eventi della Cineteca di Gerusalemme, Gilli Mendel.

Hanna Abu Saada con Morgan Freeman

Non c’era posto per loro…

La Veglia di Natale a Betlemme è imponente: la sfilata degli scout con le bande per le vie della città, il concerto del coro trentino nel chiostro dove c’è il presepio di Tesero, i tanti presepi allestiti in ogni angolo. La Messa viene celebrata nella basilica con una solennità mai vista, la fila per entrare richiede alcune ore. Betlemme è la vera città del Natale. Non ci si pensa mai abbastanza.

Il presepio di Tesero

Finite le riprese siamo stanchissime, provate dalla calca, stressate dai continui controlli, annebbiate per non aver mangiato o bevuto. Andiamo all’albergo che doveva essere stato prenotato: “Non c’è posto per voi”, ci rispondono, “la prenotazione era per ieri”. La testa inizia a girare. Chiediamo una stanza, impossibile. Tutti gli alberghi di Betlemme sono pieni all’inverosimile. Cerchiamo un taxi, le persone ridono alla nostra richiesta. È tutto bloccato. Come nelle migliori storie, il 24 dicembre a Betlemme non c’era posto per noi!

Intanto fa sempre più freddo, e noi tre lì ad aspettare qualcosa, non sappiamo neanche noi cosa. L’albergatore, preso da pietà, ci lascia stare nell’atrio e ci presta un fornellino elettrico malfunzionante.

La notte in macchina verso Gerusalemme

Miracolosamente riesco a prendere la linea e inizio a chiamare tutti quelli che conosco a Gerusalemme. Gli israeliani non possono entrare in macchina per venirci a prendere. Risponde un autista arabo, una vecchia conoscenza. Accetta di partire per venire a ricuperarci.

Alle 23.30 siamo sistemate tutte e tre nella sua macchina, un po’ stanche per questa rocambolesca Vigilia. Facciamo un lungo giro per ovviare le code e i blocchi. L’autista musulmano accende la musica dal suo cellulare: trova per noi i canti di Natale in arabo della libanese Fairuz. È mezzanotte, è Natale. Ma è anche ora di accendere la prima candela di Hanukkah! Hanukkah è la festa ebraica della luce, ogni giorno si accende una candela in più, fino a completare il candelabro con 8 candele.

Racconto di un “Natale Hanukkah” da Betlemme al Mar Morto: “Hanuk-christmas”

Arriviamo nel buio a Gerusalemme, dove ci aspetta il resto della famiglia, ospiti a casa di una famiglia ebrea religiosa. Sono riuniti tutti, Gili e Hedva con i 5 figli, i genitori e altri parenti. Insieme, accendiamo le candele per le rispettive feste, apriamo i regali e cantiamo.

Il canto è il momento forte: canti tradizionali di Natale sono intervallati dalla tipica canzone di Hannukah e dal ritmo dei Salmi più belli. Hedva, con cui abbiamo fondato Women of Faith for Peace, riempie la sala con il suo sorriso, pieno di luce.

Rinomiamo la serata “Hanuk-christmas”: dopo un’avventura tra cornamuse degli scout, taxi e canti in arabo, eccoci a casa.

Tipico dolce di Hanukkah

Racconto di un “Natale Hanukkah” verso il deserto della Giudea

E il giorno di Natale non può essere da meno della vigilia. Partiamo in macchina, picnic pronto per un Natale sul Mar Morto sempre con Gili ed Hedva.

Purtroppo, non facciamo nessun bagno restando a galla – il mare è molto agitato! E allora non può mancare un po’ di fango in faccia, un toccasana per la pelle. E poi su per le strade del deserto della Giudea, in un completo distacco dal mondo, per un’immersione nella contemplazione.

Verso sera torniamo nella Città Vecchia di Gerusalemme e riusciamo ad andare a Messa, vicino al palazzo di Erode, come i Magi un tempo.

Il deserto della Giudea

Lia

Lia

Regista, manager, scrittrice, speaker. Mi occupo di diritti umani, ben-essere motivazionale, viaggi, cinema e dialogo inter-religioso . Leone d’oro per la pace Venezia 2017.

Leave a Reply