3 settimane per essere un po’ più felici

3 settimane per essere un po’ più felici con il percorso “Amarci un po’”. È una semplice proposta che richiede pochi minuti al giorno. Leggi il mio articolo per approfondire le motivazioni e iniziare con più consapevolezza.

Questo è un breve riassunto, che ti può aiutare a non perdere il filo.

Come funziona?

Il modo migliore è guardare i video delle 3 settimane, che si trovano nella playlist della mia pagina di FaceBook.

Prenditi qualche minuto, senza distrazioni. Preparati un quaderno e una penna. A me piacciono i blocchi senza righe o quadretti e i pennarelli colorati.  Concentrati sul respiro finché rallenta ed è più rilassato. Non combattere contro i tanti pensieri, lascia che scorrano via.

Creati uno spazio carino, fatto a tua misura, e se possibile usalo sempre per le meditazioni. Se segui una religione, usa i simboli che ti possono venire in aiuto.

Appena ti senti pronto, guarda i 3 minuti del video e segui le indicazioni, oppure leggi di seguito per segnarti l’esercizio del giorno.

Una volta fatto l’esercizio, ritorna al quotidiano dopo aver ringraziato e fatto alcuni respiri più profondi.

Prenditi qualche minuto, senza distrazioni.

Prima Settimana – Vivere in stato di gratitudine

La prima settimana è dedicata al “vivere in stato di gratitudine”. La gratitudine genera pace profonda, aiuta a vedere il bene prima del male, ci fa capire che non tutto dipende da noi. Ma vivere in gratitudine è molto difficile, a partire dalla gratitudine per se stessi. Ed è da lì che cominciamo.

1 – Prendi un quaderno e una penna, prova ad entrare in te stesso e incomincia a: “Mi congratulo con me stesso, sono stato bravo\a a…. Nella mia vita sono stato bravo a…”

Per qualcuno è l’esercizio più difficile. Non scoraggiarti se non riesci a scrivere più di 2 o 3 cose, andando avanti lo potrai ripetere e vedrai che i fogli inizieranno a riempirsi.

2 – Oggi vai su qualcosa di più semplice. Completa la frase “Sono grato a…” e la riempi con i nomi delle persone a cui vuoi esprimere gratitudine. Rivedile davanti, ringraziale una ad una… tutte le persone che ti hanno dato parte della loro vita.

3 – È un esercizio forse più facile per chi ha fede, un cammino religioso, ma lo puoi fare anche se vivi altre dimensioni. Esprimi, e scrivi, la tua gratitudine verso il Creatore, Dio, l’universo, a seconda di come vivi la tua spiritualità. Vivere la gratitudine verso qualcuno di più grande di noi ci toglie molti pesi.

4 – Oggi è dedicato a un simbolo della gratitudine, il dono. Pensa per esempio alla rosa: alla persona che ti ha donato la rosa, a chi gli ha venduto la rosa,  a chi prima l’aveva annaffiata e potata, a chi si è preso cura del roseto. E poi pensa a chi ha piantato il seme della rosa…. Annota tutti i doni più importanti che hai ricevuto nella tua vita e fermati un minuto a pensare al valore profondo di ogni dono. Scrivilo e sii grato a chi ti ha offerto i doni.

5 – Pensa a un viaggio, o ad un’uscita nei dintorni, ad un momento in cui hai sperimentato la meraviglia: magari per un tramonto, o in un bosco, o al mare. Ritorna a quel momento della tua vita in cui la creazione ti ha risvegliato il cuore. Scegli uno di quei momento e rivivilo con l’immaginazione. Avevi caldo? Freddo? Lascia che quell’immagine di riempia ancora e sii grato.

Ritorna a quel momento della tua vita in cui la creazione ti ha risvegliato il cuore.

Seconda settimana – fissa degli obiettivi

È giunto il momento per uscire dalla propria area di sicurezza, la comfort zone. E per farlo è il momento giusto per fissare degli obiettivi: non devono essere troppo grandi, irraggiungibile, ma piccole tappe molto concrete. Nei video mi preparo per salire sulla montagna per il percorso 21 giorni per essere un po’ più felici

6 – Prendi una decisione, datti un obiettivo riguardo al tuo corpo.  Può essere su ciò che mangi, come lasciare qualche cibo che ti fa male. Può essere un impegno per fare ginnastica, o camminare… Nei primi 6 mesi di pandemia ho perso 13 chili con obiettivi chiari e concreti con gli amici di IMP. E oggi preparo le scarpe da montagna, come simbolo concreto del corpo che è a contatto con il mondo.

7 – Cerca di fissare un obiettivo per la mente. Qualcosa di piccolo: scegli un percorso di meditazione, di leggere dei libri, guardare dei film. Fatti un programma per nutrire la mente.

Lo zaino è pieno dei miei pensieri, delle esperienze, delle sofferenze, delle ferite. Porto tutto con me nel viaggio della vita e il peso diventerà sempre più leggero.

8 – È il momento di fissare degli obiettivi nella vita spirituale, che sia abbia fede o meno. Scrivi qualcosa che ti aiuti nel cammino, sempre piccoli obiettivi.

Mi preparo i bastoncini da nordic walking, come la fede che è un valido aiuto su cui appoggiarsi in ogni momento.

9 – Il lavoro. In questo periodo molti hanno perso il lavoro, o ci sono grandi difficoltà. Prova a reinventarti , a tirare fuori nuova creatività, idee nuove. Non fermarti. Pensa e fissa le idee su come migliorare la tua professione, punta in alto e mantieni la barra con fiducia.

Metto nello zaino il fedele coltellino svizzero, come segno di manualità creativa.

10 –  Gli obiettivi dell’ultimo giorno della settimana riguardano le relazioni. Difficile se vivi isolato, o se hai rapporti complicati. come puoi migliorare le tue relazioni? Chiama chi è lontano videochiama gli amici di Gerusalemme, del Bangladesh… Oppure semplifica i rapporti, mantenendo quelli più veri.

Nella salita il simbolo per i rapporti è il caffè, quello vero fatto con la moka, all’italiana.

Terza settimana – liberati dalle catene.3 settimane per essere un po’ più felici

È arrivato il momento di salire, parti per la montagna con i tuoi obiettivi. Ma subito ti accorgi che ci sono ostacoli, catene che ti tengono stretto. E allora vivi la terza settimana liberandoti dagli ostacoli, dai muri, dalle catene.

11 – Nella nebbia, fissa e scrivi gli ostacoli maggiori che trovi nel raggiungere gli obiettivi per il tuo corpo. Già scrivendoli perdono potere. Io non riuscivo a svegliarmi al mattino, ora inizio alle 6.30 senza sveglia per andare più in fretta ad allenarmi.

12 – Salire la montagna non è facile, ma non mollare, vai avanti con forza e coraggio. Se vuoi essere libero, rinforza la tua vita spirituale rimuovendo gli ostacoli che la impediscono.

13 –  Ora sei al punto di rimuovere le catene nelle relazioni, con gli amici, con la gente che incontri. Non è facile. A volte ti sembra che ti portino via le energie, o che qualcuno si approfitti di te. Oppure ti senti incastrata in  una relazione senza libertà, possessiva.

Cammina libero, lascia le reti, lascia le catene!

Cammina libero, lascia le reti, lascia le catene!

14 – Se nel cammino ti senti un po’ arido, o non ti senti amato abbastanza, cerca di rimuovere le catene che ti tengono il cuore come pietra, o come un pezzo di ghiaccio. A volte le ferite più profonde, rendono quasi impossibile amare. Ferita dopo ferita, se non abbracciamo il nostro dolore, e se non lo lasciamo andare, e se non perdoniamo e non ci sentiamo perdonati, il nostro cuore diventa un pezzo di ghiaccio. Quali sono le catene che lo tengono al gelo?

15 – Sei arrivato alla cima della montagna, hai raggiunto la vetta. Puoi essere contento e orgoglioso. Non è facile camminare per 3 settimane con un programma cui restare fedele.

Mentre ti godi il paesaggio (vai al video che ne vale la pena), riprendi il tuo quaderno, rileggi tutto quello che hai scritto nelle tre settimane. Alla fine, rifa l’esercizio del primo giorno, scrivi “Sono stato bravo a…, mi congratulo con me stesso per…”

Potrai gustare un sapore nuovo e vivere più consapevole, e quindi un po’ più felice.

Lia

Lia

Regista, manager, scrittrice, speaker. Mi occupo di diritti umani, ben-essere motivazionale, viaggi, cinema e dialogo inter-religioso . Leone d’oro per la pace Venezia 2017.

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